Biografia
«E la mano va da sé.»
Bruna Mannucci (1941 — 2023). Autodidatta, ha avuto da sempre la passione del disegno: dal carboncino alla sanguigna, dagli acquerelli alla pittura a olio.
Le origini
Nasce in Toscana, fra l’Arno e i monti pisani, in una famiglia in cui la pittura non era un mestiere ma una compagnia. La sorella Iliana dipingeva anche lei: insieme hanno coltivato per anni un dialogo silenzioso fatto di pennelli, fogli, soggetti scelti dalla vita di tutti i giorni.
La passione per i cavalli — uno dei suoi soggetti più riconoscibili — le veniva dal padre e dal nonno: animali “possenti che corrono”, come li chiamava lei, fissati con carboncino e sanguigna in pochi tratti decisi.
Il disegno, l’olio, la pazienza
Si è formata da autodidatta, praticando e osservando. Negli anni ha attraversato le tecniche come si attraversano le stagioni: gli acquerelli per i fiori, gli oli per i ritratti e le nature morte, i pastelli per i volti di madre e per le scene di intimità.
Volti di donna, girasoli, cavalli al galoppo, fiori di campo, frutta d’autunno — i suoi soggetti erano quelli della vita di paese, ripresi con una luce calda, una tavolozza terragna e uno sguardo capace di leggere dentro alle emozioni.
E la mano va da sé. Ha capito cosa deve fare. Tu prendi il foglio bianco, che a un certo punto prende vita e non lo lasci più. Lei ti ubbidisce.
Bruna Mannucci
Una vita in pittura
Dal 1984 ha vissuto e lavorato in Toscana, dove ha continuato a dipingere e a partecipare alla vita culturale del territorio. Ha contribuito attivamente alla nascita della Biblioteca Comunale del paese in cui abitava, oggi intitolata ad Antonio Tabucchi.
In quegli stessi anni ha condiviso amicizia e dialogo con altri pittori del territorio — fra cui Enrico Fornaini, “grande amico e collega artista”.
Le mostre
Ha partecipato a diverse rassegne di pittura, vincendo coppe e targhe — “che poi mio figlio da piccolo ha smontato giocando”, raccontava. Nel 2017 il Comune che la ospitava le ha allestito una mostra personale nella saletta adiacente alla Sala Consiliare, durante la Fiera di Primavera.
Le sue opere hanno continuato a comparire nelle collettive degli artisti locali del paese — Fiera di Primavera 2024, 2025 — accanto ai colleghi di sempre.
Osservo in questa pittrice la grande passione che mette nella ricerca di dare alla sua opera la delicatezza necessaria a definirne il proprio intento realistico, non comune.
Nello Gentilini, maestro
Una vita di pittura, lontana dalle grandi vetrine — fatta di buona luce,
pazienza e affetto per le cose.
Le opere — alcune raccolte in questo sito — sono qui per essere ancora
guardate, una a una, con calma.
Adesso è nei girasoli.